Archive for 9 Maggio 2006

Il Rosario – la storia

ma come è nato il Rosario ?

I monaci nei Monasteri, nelle varie ore del giorno, recitavano il Salterio (i 150 salmi della Bibbia) e la Liturgia delle Ore (più comunemente conosciuta come il “Breviario”) per obbedire all’invito del Signore Gesù che li richiamava alla preghiera costante.

Nell’VIII° secolo, per aiutare monaci illetterati e quelli che non conoscevano il latino,i salmi vennero sostituiti da 150 Padre Nostro.

Ad un certo punto, all’inizio del XII° secolo, si diffonde in occidente la recita della prima parte dell’Ave Maria.
È l’istinto della fede che ha condotto i cristiani a comporre l’Ave Maria: dal Vangelo di Luca ricavarono allora le parole che l’Angelo Gabriele e santa Elisabetta dissero alla Vergine.

il saluto angelico era conosciuto anche prima del XII° sec. ma la novità è la ripetizione della preghiera come una devota litania.

Più tardi, alla fine del XV° secolo, si diffonderà l’uso della seconda parte dell’Ave Maria

Le Ave Maria sostituirono i Pater ed ecco quindi la trasformazione del Salterio biblico in un “salterio semplice”, o “salterio mariano”, recitabile da chiunque.

Nel XIV° secolo il certosino Enrico di Kalkar operò un’ulteriore suddivisione del “salterio mariano” dividendolo in 15 decine e inserendo, tra una decina e l’altra, il Padre Nostro.

Nel XV° secolo, nell’ambiente certosino, nasce la proposta di recitare una forma di salterio mariano ridotta, con 50 Ave Maria, ma a ciascuna di esse era aggiunta una clausola o specificazione inerente la vita di Gesù. Si cominciò così a meditare sui misteri evangelici coniugando preghiera vocale e orazione mentale.

Tra il popolo il Rosario ebbe grande favore e la formula si semplificò ulteriormente nel XVI° secolo quando il domenicano Alberto da Castello (gli storici però discutono su questa paternità) scelse 15 misteri tra i tanti ormai esistenti della vita di Gesù e Maria proponendoli alla meditazione e portando il Rosario alla forma moderna che conosciamo oggi.

“La storia del Rosario mostra come questa preghiera sia stata utilizzata specialmente dai Domenicani, in un momento difficile per la Chiesa a motivo del diffondersi dell’eresia.
Oggi siamo davanti a nuove sfide.

Perché non riprendere in mano la Corona con la fede di chi ci ha preceduto?

Il Rosario conserva tutta la sua forza e rimane una risorsa non trascurabile nel corredo pastorale di ogni buon evangelizzatore”.
(Giovanni Paolo II, Rosarium Virginis Mariae)

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